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Il palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, meglio noto come Palazzo BLU,  si affaccia sull’ansa meridionale del fiume Arno a Pisa e ospita fino al  15 Febbraio la mostra dedicata all’artista livornese Amedeo Modigliani.
No, non è un ossimoro, Pisa rende omaggio forse al più grande artista che ha avuto i natali a Livorno, l’eterna rivale!

modigliani

Amedeo Modigliani et ses amis- Palazzo Blu

Il palazzo BLU è così chiamato dopo che il recente restauro ha portato alla luce l’intonaco del XVII secolo, quando il “color dell’aria” venne utilizzato per emulare i grandi palazzi di San Pietroburgo.

E questa suggestiva location, come ogni anno, ha dato prestigio ad un artista di fama internazionale.

La storia di Amedeo Modigliani è ammirata, letta e perscrutata attraverso il suo periodo parigino e ses amis.
Molte infatti delle opere presenti provengono dal centro Pompidou di Parigi da collezioni private e pubbliche.
I suoi amici e mentori francesi lo accompagnano anche in questo viaggio pisano:
è possibile infatti ammirare opere di Picasso, Chagall e Severini.

Amedeo Modigliani nei primi anni del 1900 arriva a Parigi, in particolare nel quartiere di Montmartre, celebre per aver ospitato gli ateliers di molti giovani artisti, richiamati dal fascino degli impressionisti.
Modigliani sceglie la butte, la parte più alta della città, dove c’è anche il Lapin Agile, una taverna che divenne un autentico polo d’attrazione per pittori, letterati e poeti.
Il pittore toscano, come del resto la gran parte degli artisti dell’epoca, si riunivano nei caffé, i bistrot e le osterie, per discutere delle arti e delle nuove idee artistiche emergenti.
Infatti un motto del XX secolo diceva: “Dimmi dove mangi e ti dirò come dipingi”.

Da buona toscana e amante delle arti penserete voi che Modì lo conoscessi a mena dito, invece vi sbagliate di grosso!!
Ahimè,  la mia conoscenza del pittore e scultore livornese si limitava soltanto alle opere maggiori, ma della sua vita, e soprattutto della sua esperienza parigina ero piuttosto a digiuno.
Ma adesso non posso non vedere quest’ uomo dalla salute cagionevole, magari dall’accento labronico, la sua giacca maremmana di velluto e il foulard al collo, aggirarsi per le strade parigine ed entrare in un bistrot, chiassoso, fumoso e odorante di vino.
E allora perché non immaginare anche che cosa mangiasse?

Le coq ou vin è sicuramente un piatto simbolo della cucina francese che una leggenda colloca addirittura al tempo di Giulio Cesare alla conquista della Gallia.
Un piatto della tradizione, dalla preparazione lenta, quasi da meditazione, dal gusto corposo e pieno come l’ottimo vino che lo deve cucinare.

coq au vin amedeo modigliani ricetta arte

Ingredienti:


1 gallo o pollo ruspante
200 gr pancetta o lardo
200 gr funghi champignon
150 gr cipolline
2 carote
1 cipolla
100 gr farina
1 bicchiere di brandy
200 gr burro
3 cucchiai d’olio
2 spicchi d’aglio
timo e alloro
1 bottiglia di un ottimo rosso corposo

Preparazione:
Tagliare il gallo in pezzi e lasciarlo marinare nel vino insieme alla cipolla e alle carote tagliate grossolanamente.
Aggiungere il timo e l’alloro.
Coprire con la pellicola e lasciare marinare per almeno 12 ore in frigo.
In un largo tegame fate soffriggere nel burro e nell’olio i due agli schiacciati, le cipolline e la pancetta, infine aggiungete il gallo, precedentemente infarinato, e fatelo rosolare.
Togliete la carne dal fuoco ed unite le verdure della marinatura ed i funghi e lasciate cuocere sfumando con il brandy.
Aggiungete di nuovo il gallo e coprire con il vino della marinata.
Lasciare cuocere a fuoco lento.

P.S.
La ricetta non vuole certo essere l’originale, ma è come lo preparo io!

Categoria: Sagre per caso, Secondi   Tags:, , , , , ,